oltre la negazione e l'ipocrisia

 

 

 

Nelle organizzazioni, qualunque esse siano, possiamo riscontrare quasi in tutte gli stessi sintomi e le stesse reazioni alla cura.

La certezza di aver progettato un’organizzazione ineccepibile si scontra con il concetto di “realtà diminuita” che colpisce tutti i progettisti che, in verità, il più delle volte vedono soluzioni lontane anni luce dall’essere praticabili da uomini e si rendono conto solo dopo che il progetto scontrandosi con la realtà rischia di sgretolarsi.

Questa condizione si scontra poi con la “realtà aumentata” del pensare di saper stare in relazione dove per approccio invece sembra tutto più difficile di quello che è, e quindi ai problemi della progettazione si aggiungono i problemi della relazione tra i componenti dell’organizzazione, che sono restii al confronto per paura del giudizio e quindi si parte già con l’handicap.

Tutto questo lo possiamo condire con la negazione di chi ha organizzato e tende a sminuire e l’ipocrisia di chi lamentandosi poi nega l’evidenza per incapacità di confrontarsi con il vertice e tende ad aumentare l’evidenza.

Un bel buco nero nel quale si disperde energia, benessere, tranquillità, tempo  e dove si rischia di perdere anche “denaro” pesante.

La soluzione è molto semplice, si rallenta, si riflette sulla realtà, si potenzia l’ascolto e si lavora sul coinvolgimento di tutti, nessuno escluso.

Questa realtà è evidente in molte organizzazioni del nord est e non solo, ed è più potente e pericolosa dove le competenze emotive sono basse, come del resto la chiarezza degli obiettivi condivisi.

Viva la relazione efficace, quella dove nessuno viene frainteso.