Nella testa e nel cuore dell’atleta

dcd00a8dd18b319b14b952a651da1199Forse non è nella testa la ricerca maggiore da fare, l’atleta oggi , quello di alto livello, ma in qualche modo anche l’adolescente atleta, si trova a dover combattere molte volte con chi lo circonda ancor più che con i propri limiti.

Proprio così, ciò che circonda l’atleta il più delle volte è la causa scatenante della controprestazione e spesso però anche della vittoria, fermo restando che chi perde è in maggioranza su chi vince.

I “limiti” dell’atleta sono spesso le paure del suo coach o allenatore, che s’insinuano giorno dopo giorno e diventano veri e propri problemi che influiranno sulla prestazione. A livello giovanile molti allenatori sono focalizzati al risultato per “se stessi”, per aspirare ad una scalata nel gotha degli allenatori vincenti e si spingono a creare i presupposti per una sconfitta “totale” del ragazzo. Sapete quanti sono gli abbandoni di potenziali “talenti” per “colpa” di quello che li circonda.Pensate ad un numero a due cifre che inizia con il numero nove e finisce con il numero nove.

Ora in molti pensano di trovare la panacea nei lavori che riguardino la mente prestativa dei loro atleti, o original-bw-photofigli, dimenticandosi di partire da una condizione principale… cosa vuole veramente il ragazzo o l’atleta, di cosa ha veramente bisogno.

In italia i talenti nascono continuamente ma la scuola, la famiglia, gli allenatori non dialogando se non per propri tornaconti personali, perdendosi di vista la risorsa principale, li distruggono.

Questa non è polemica, ma la constatazione di chi da trent’anni è nel mondo dello sport di alto livello e che continua a spingere sul fatto che i ragazzi e gli atleti vanno tutelati e vanno fatti crescere nella logica della centralità della loro personalità e vanno “plasmati” secondo valori etici irrinunciabili, che ne faranno oltre che atleti migliori, anche persone migliori.

L’allenamento mentale è importante … ma più importante l’allenamento emozionale